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Backstage Il questionario di Womenomics.it Tematiche

 

 

I dietro le quinte delle interviste video di Womenomics.it

per il canale donne&economia

di web@femminile

 

 

CONCITA E’ SULLA SCOGLIERA MA PEDRO LA SALVERA’

Backstage dell’intervista a Concita De Gregorio

 

Quando Microsoft mi ha chiesto un grande nome per aprire il canale donna&economia, ho subito pensato a lei e mi sono però anche subito detta “io ci provo, ma sarà impossibile”. Il giorno dopo le scrivo un’email e verso sera mi arriva la risposta, affermativa e gentile.

 

A questo punto  inizia la vera fatica: superare il cosiddetto “blocco della segretaria di direzione”.

Una persona che, per carità, fa il suo santo dovere di selezionare appuntamento e telefonate, ma che per chi sta dall’altra parte rappresenta un monolite impenetrabile. A dire la verità, io questa signora la devo ringraziare perché, dopo l’ennesima telefonata andata a vuoto, mi dice “Guardi, se proprio non ci si riesce, desista”. DESISTA???? Ma stiamo scherzando? E così, con rinnovata energia,  mi riattacco ogni giorno al telefono per settimane e finalmente una mattina – chissà quale buona stella devo ringraziare  – trovo la breccia. Nel pomeriggio mi confermano l’appuntamento in via Benaglia.

 

Il giorno dell’intervista Roma ci accoglie con una splendida giornata di sole e con l’atmosfera animata del Testaccio. Ci addentriamo lungo i corridoi poco illuminati della redazione fino ad arrivare all’ufficio del direttore. La porta scorrevole si spalanca e una voce decisa ci saluta e ci invita ad entrare.

L’ufficio è invaso di libri di ogni genere, la scrivania è coperta di carte, articoli, appunti. Alle pareti  quadri con il primo numero de l’Unità e il primo numero dell’era De Gregorio.

 

Mentre gli operatori sistemano l’attrezzatura  io mi avvicino a Concita e le racconto come vorrei impostare l’intervista. A lei che ha accettato di stare su una scogliera di cristallo chiediamo di spiegarci che cosa vuol dire responsabilità, doppio lavoro, ambizione professionale e orologio biologico. Le chiediamo di leggere un brano del suo libro ("Una madre lo sa") in cui si parla dei sogni e delle ambizioni delle donne a 20, a 30, a 40 anni.

 

Poi ci sediamo comodamente su un divanetto rosso per cercare di scoprire qualcosa di più di lei.

Le risposte più belle del questionario di Womenomics.it?

“Il mio più grande rimpianto”: “ Non aver risposto qualche volta al telefono”.

“Che cosa ami cucinare?”: “La paella. E il pan y tomate (pausa). Abbrustolito” risponde sorridendo mentre il suo viso brilla della luce mediterranea dei film di Almodovar.

 

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SUMAYA: UN VELO DI CORSA

Backstage dell’intervista a Sumaya Adel Qader

 

L’intervista più roccambolesca che abbiamo fatto: un selvaggio scambio di sms per fissare la data, il taxi che non arriva, la pellicola che si rompe, le rincorse per Milano…

 

Alla fine ce la facciamo a incontrare Sumaya, giovane donna musulmana di seconda generazione, orgogliosa del suo velo e della sua scelta di vita. E’ un’occasione interessante per confrontarsi con un universo femminile distante dalla nostra cultura e per certi versi ancora più complesso. Perché se sei una giovane donna velata è più difficile muoversi per la città senza destare occhiate sospette, se vai la parco ti prendono per la baby-sitter dei tuoi figli, se ti fermi davanti a una vetrina di lingerie il negoziante ti guarda stralunato…

 

Dopo mille peripezie incrociamo Sumaya dentro un cortiletto e le chiediamo di parlarci del suo libro ("Porto il velo, adoro i Queen") e di rispondere alla domande del questionario di Womenomics.it per capire qualcosa di più del suo mondo. E' l'unica ci dice "non voglio saperle prima, voglio rispondere di getto".

Le battute più belle? 

Quale è il capo d’abbigliamento che preferisci” “Il velo!”.

Quello che le donne non dicono” “ Che non vogliono più fare le wonderwoman!

E, dulcis in fundo, ci racconta il suo motto che non poteva che essere "The show must go on"!

 

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IL FIOR DI FARINA E LA CRUSCA

Backstage dell’intervista a Nicoletta Maraschio

 

Da Firenze bisogna inerpicarsi su vie strette acciottolate finchè non appare in tutta la sua maestosità la villa medicea sede dell’Accademia della Crusca, il sancta sanctorum della lingua italiana fondata nel Cinqucento per separare il fior di farina (la buona lingua) dalla crusca.

 

Un angolo di paradiso al femminile: donne in reception, donne nella biblioteca, donne in segreteria, donna LA presidente.

 

Dallo splendido giardino all’italiana saliamo alla preziosa biblioteca fino alla famosa Sala delle Pale (tutti gli oggetti e la mobilia dell’Accademia hanno nomi attinenti al grano, alla crusca, al pane). Qui ci raggiunge la prof.ssa Maraschio, prima donna Presidente della rinomata istituzione fiorentina, salutandoci con un’aria un po’ affaticata e un sorriso dolce.

 

Chiacchieriamo un po’ per trovare la luce giusta e il tono giusto per parlare di un argomento importante: si dice “ministro” o “ministra”? perché nella lingua italiana la declinazione al femminile dei ruoli del potere suona male o proprio non si usa?

 

Quando le proponiamo il questionario di Womenomic.it (che le avevamo inviato il giorno prima) ci stupisce facendoci vedere un foglio con le risposte puntigliosamente scritte dalla figlia che l’aveva aiutata a compilarlo la sera precedente. Nonostante la preparazione, ci dà delle risposte sincere, alcune molto forti, altre molto divertenti. Le battute più belle?  

Il mio rapporto con i soldi” “E’ buono perché non me ne importa granchè”.

Il mio motto”: Chi dorme non piglia pesci! Nel senso che sono sempre troppo attiva!”

 

 

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IL FATTORE D (CHE NON HA PAURA DI PIANGERE)

Backstage dell’intervista a Maurizio Ferrera

 

L’unico uomo che decidiamo di intervistare è un uomo che sta dalla parte delle donne. Chi ha letto “Il fattore D” di Maurizio Ferrera fino all’ultima pagina non può non rimanere colpito dalla dedica che l’autore fa alla moglie e alla figlia.

 

Ci incontriamo nella sede della Graduate School dell’Università degli studi di Milano e decidiamo di registrare in un’aula universitaria. Banchi con il poggia libro, sedie di legno, odore di libri, lavagna scarabocchiata, proiettore di ludici. Che nostalgia…

 

Sistemata per bene la cravatta (unico vezzo concesso alla forma) si passa alla sostanza dei fatti: la condizione delle donne in Italia, la conciliazione famiglia-lavoro, il rapporto tra occupazione e natalità.

 

Sottoponiamo anche a lui il questionario di Womenomics.it che cerca di far svelare qualcosa di sé. Ma in questo caso ci interessa anche capire se c'è differenza di risposte tra uomo e donna.

 

La caratteristica che preferisco in una donna” “Il coraggio”.

"Quello che le donne non dicono" "Che vogliono tutto ciò che vogliono gli uomini".

"Il valore che cambierà la nostra esistenza" "Le pari opportunità".

“L’ultima volta che ho pianto”. Lui ci risponde un fatto concreto. E salta subito all'occhio come tutte (ma proprio tutte) le altre intervistate (e anche altre donne a cui l’abbiamo chiesto) ci hanno detto “ieri”. Gli uomini piangono per un motivo contingente, per le donne il pianto è una forma di espressione del quotidiano.